Investire nel projet financing : investire nelle opere pubbliche. Seconda parte.

INVESTIRE NELLE OPERE PUBBLICHE

Continua il nostro reportage dedicato a investire nelle opere pubbliche. Secondo quanto emerso nel corso della prima puntata sul tema, l’investimento nelle opere pubbliche può essere una soluzione di guadagno sia per le imprese che per i privati. Le prime possono guadagnare con il project financing o finanza di progetto, cioè impiegando i propri capitali per realizzare opere pubbliche e ottenerne la gestione e i conseguenti ricavi da essa derivati, mentre i secondi possono guadagnare sottoscrivendo i titoli emessi dalle società costituite al fine di “racimolare” i capitali necessari alla realizzazione delle opere pubbliche. Nel corso della scorsa puntata avevamo anche iniziato a esaminare le caratteristiche peculiari del project financing concludendo con il fatto che un simile investimento, per essere davvero remunerativo per un’impresa, deve prevedere dei ricavi in grado di coprire non solo i costi dei lavori, ma anche di generare un utile costante o crescente nel tempo. Nella valutazione di un intervento di project financing, le imprese interessate dovranno sempre effettuare i dovuti calcoli di convenienza comparando tra loro costi e ricavi. Così, se ricordate, avevamo concluso proprio la prima parte del nostro reportage. In questa seconda parte, dunque, e non solo per riallacciarci alla prima, vogliamo continuare a parlare proprio dei calcoli di convenienza tra i costi di un’opera pubblica e i possibili ricavi che essa può generare.

 

ANALISI CONVENIENZA A INVESTIRE NELLE OPERE PUBBLICHE

 

Una prima analisi sulla convenienza a investire nelle opere pubbliche si può fare classificando le varie tipologie di interventi. Con la finanza di progetto si possono finanziare, infatti, diverse tipologie di lavori pubblici che si dividono in opere pubbliche propriamente dette e lavori di pubblica utilità. Le opere pubbliche sono relative a grandi infrastrutture come costruzione di strade, ferrovie, porti e aereoporti, mentre i lavori di pubblica utilità sono relativi a interventi di minore portata come ristrutturazione di edifici pubblici, musei e monumenti. Le imprese interessate a diventare soggetti promotori di opere pubbliche da finanziare con capitale proprio al fine di ottenerne la gestione, devono anzitutto capire a quale categorie appartiene l’opera pubblica da realizzare. In genere, le imprese coinvolte nel project financing tendono a escludere gli interventi di pubblica utilità poiché non remunerativi ai fini della gestione. In realtà anche le opere di pubblica utilità possono consentire un certo ritorno economico considerando anche il fatto che i capitali necessari per realizzarle saranno inferiori rispetto a quelli previsti per le infrastrutture. Consideriamo ad esempio la ristrutturazione di un museo o di un’area archeologica aperta al pubblico e alle visite dei turisti. Il valore complessivo dei lavori potrebbe essere molto contenuto rispetto a quello necessario alla costruzione di un’arteria autostradale, ma magari gli introiti della gestione museale, rapportati ai costi dei lavori, potrebbero essere più remunerativi rispetto a quelli dei pedaggi autostradali che, seppur più elevati, dovranno servire a coprire anche dei costi di realizzazione più imponenti. Un’altra analisi che permette alle imprese di valutare la convenienza a investire nelle opere pubbliche è la distinzione tra opere calde e opere fredde. Si chiamano opere calde quelle che a fronte di un notevole investimento economico permettono di ottenere degli introiti dalla loro gestione, come, ad esempio, la tariffa del pedaggio autostradale, mentre sono opere fredde quelle che a fronte di un certo investimento economico non prevedono dei ricavi dalla loro gestione, è il caso ad esempio della sistemazione di un monumento o di un parco pubblico, che possono essere anche realizzati con la finanza di progetto, ma senza prevedere degli incassi nel tempo. Questa distinzione è fondamentale per capire quali siano le opere più interessanti e remunerative su cui investire tramite il project financing. La procedura dell’investimento nelle opere pubbliche non è, però, così semplicistica come l’abbiamo descritta perché, per partecipare ai bandi della finanza di progetto , le imprese devono possedere specifici requisiti e devono rispettare precise scadenze nella presentazione dei loro progetti. Tutte queste caratteristiche sono specificate non solo nei singoli bandi, ma anche dalla normativa che disciplina gli investimenti con la finanza di progetto.

PROJIECT FINANCING: REQUISITI IMPRESE

 

La normativa che disciplina le regole e i requisiti per partecipare ai bandi della finanza di progetto comprende diverse leggi, ma per semplificare l’argomento ed evitare di confondervi, ci atterremo a quelle più importanti e chiarificatrici, in particolare alla legge 109/94 e al DPR 554/99. La legge 109/94 prevede che possano partecipare ai bandi di affidamento dei lavori pubblici, imprese costituite in forma individuale, società, cooperative e consorzi, associazioni consortili costituite temporaneamente solo al fine di partecipare alle gare e chiamate associazioni temporanee di scopo. Il DPR 554/99 stabilisce, inoltre, che possano partecipare ai bandi della finanza di progetto anche soggetti che svolgono attività assicurativa, tecnica, logistica e consulenza nel campo dei lavori pubblici. Sempre lo stesso DPR 554/99 stabilisce i requisiti finanziari che le imprese o i soggetti promotori devono possedere per essere ammessi alla gara. In particolare, i soggetti promotori devono avere il fatturato degli ultimi cinque anni antecedenti alla pubblicazione del bando, non inferiore al 10% del costo previsto per l’investimento; un capitale sociale non inferiore a un ventesimo dell’investimento previsto e devono avere svolto, negli ultimi 5 anni, interventi simili per un importo medio pari al 5% dell’investimento o un solo intervento simile a quello oggetto del bando, per un importo medio pari al 2% dell’investimento richiesto. Continua nella prossima puntata…

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

romaspqr.it

it.wikipedia.org

 

 

 

 

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    INVESTIRE NELLE OPERE PUBBLICHE. Buona lettura….

  2. [...] al terzo appuntamento con il reportage dedicato ad investire nelle opere pubbliche. Nella scorsa puntata ci siamo soffermati sui requisiti che le imprese debbono possedere per partecipare ai bandi della [...]

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