INVESTIRE NEGLI AUMENTI DI CAPITALE DELLE SOCIETÀ
In questo nuovo reportage dedicato agli investimenti abbiamo deciso di parlare di un tema molto attuale: gli aumenti di capitale. Proprio in queste settimane degli importanti gruppi bancari stanno lanciando inviti a sottoscrivere delle azioni emesse a fronte di un aumento di capitale. Questo particolare ci dice che l’investimento negli aumenti di capitale è un investimento azionario con caratteristiche diverse del classico investimento in Borsa, ma che per alcune sue particolarità si lega sempre all’investimento borsistico. Mentre nei mercati finanziari si realizza una sorta di investimento indiretto, cioè un acquisto e una rivendita di azioni già collocate, nell’aumento di capitale si realizza, invece, un investimento diretto, ovvero tra l’organizzazione che emette le azioni e gli azionisti che le sottoscrivono. Ma investire sottoscrivendo azioni emesse a seguito di aumenti di capitale conviene? Quali rischi e vantaggi comporta questa soluzione di investimento? A questa ed altre domande cercheremo di rispondere nel corso della nostra trattazione a puntate. Ciò che interessa ai fini dei nostri articoli informativi non è entrare nel caso specifico di un aumento di capitale, anche se qualche case history può essere utile, a mero titolo di esempio, per comprendere tutti i meccanismi dell’investire negli aumenti di capitale. Il nostro reportage, quindi, sarà incentrato sulle caratteristiche degli aumenti di capitale in senso generale e non specifico per singole aziende. Se siete pronti a seguire la nostra trattazione vi invitiamo a leggere il prossimo paragrafo e le puntate che saranno dedicate a questo tema.
AUMENTI DI CAPITALE: COSA SONO
L’aumento di capitale è una procedura che consente a u’azienda di aumentare il proprio capitale sociale emettendo nuove azioni o aumentando il valore nominale di quelle precedentemente emesse. A seconda della modalità scelta, si distingue: l’aumento di capitale a pagamento e l’aumento di capitale gratuito. Nell’aumento di capitale a pagamento si assiste all’emissione di nuove azioni che vengono assegnate agli azionisti in base a un diritto di opzione, cioè la facoltà, per l’azionista, di acquistare, a pagamento, un certo numero di nuove azioni in rapporto a quelle già possedute. L’azionista, se non intende aderire all’aumento di capitale, ha anche la possibilità di rivendere a terzi lo stesso diritto di opzione. Nell’aumento di capitale gratuito si assiste, invece, o all’emissione di nuove azioni che vengono assegnate gratuitamente agli azionisti o all’aumento del valore nominale dei titoli precedentemente emessi, senza emissione di nuove azioni. Esiste anche una terza modalità di aumento di capitale, chiamata mista, dove si combinano tra loro le due differenti tipologie di aumento di capitale: a pagamento e gratuito.
PERCHE’ SI AUMENTA IL CAPITALE
L’aumento di capitale non è una scelta o una proceduta che le aziende realizzano quotidianamente. Il suddetto aumento avviene in maniera più semplice per le società quotate in Borsa, ma in ogni caso è sempre necessaria una modifica dell’atto costitutivo che va deliberata dall’assemblea degli azionisti riunita in sessione straordinaria. Quanto descritto ci fa capire che l’aumento di capitale è un evento assolutamente eccezionale che viene deliberato dalla compagine societaria in corrispondenza a situazioni o esigenze particolari, come la necessità di realizzare nuovi investimenti o di recuperare nuova liquidità in periodi di forte crisi finanziaria. Proprio le motivazioni che spingono una società ad aumentare il capitale possono condizionare le scelte degli investitori nel bene o nel male. Vale a dire che la scelta di aderire all’aumento di capitale sarà legata proprio ai motivi che hanno spinto l’azienda ad emettere nuove azioni.
CARATTERISTICHE DELL’AUMENTO DI CAPITALE
Nell’aumento di capitale, il diritto a possedere o sottoscrivere le azioni ( gratuite o a pagamento) spetta sempre ai vecchi azionisti. Il principio nasce dall’esigenza di mantenere inalterate le quote possedute dai soci originari e quindi in prima istanza, la sottoscrizione delle nuove azioni sarà prerogativa degli azionisti che possono usare il famoso diritto di opzione.
COS’E’ IL DIRITTO D’OPZIONE
Quando si sottoscrivono delle azioni, i soci acquisiscono anche un diritto d’opzione che permette di possedere delle nuove azioni in proporzione a quelle già possedute. Un classico esempio di diritto di opzione è l’assegnazione di due nuove azioni per ogni azione posseduta e quindi, se un’azionista possiede 1000 azioni con diritto di opzione, vuol dire che con l’aumento di capitale avrà diritto a 2000 nuove azioni, cioè sempre con il rapporto di due nuove azioni per ogni azione posseduta. Non sempre i vecchi azionisti amano aderire agli aumenti di capitale e ciò per vari motivi che vedremo in seguito. In questi casi si preferisce vendere in Borsa il proprio diritto di opzione che può essere acquisito da altri investitori interessati. Ed è proprio da questo meccanismo che nascono le occasioni di investimento per i nuovi sottoscrittori. Le esamineremo meglio nelle prossime puntate. Seguiteci…
Fonti di alcuni dati:
www.teocollector.com/Lezioni/finanza/Gliaumentidicapitale.pdf
www.abcrisparmio.it/guide/investimento-sicuro/gli-aumenti-di-capitale
Rosalba Mancuso
Fonti immagini:
nuovofiscooggi.it
risparmioemutui.blogosfere.it







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