Si salvi qui può : ognuno per sé e Dio per tutti!
Buon lunedì,
il paragone tra il naufragio della nave nel mare al largo della Costa Toscana e la situazione che in Europa si sta creando, pare abbia molti punti in comune.
Una babele di lingue, di identità che nella fase del pericolo e della paura che cresce, corre ed abbandona ogni responsabilità per cercare di mettersi in salvo.
A parte i singoli gesti eroici e di responsabilità, pare che la Nave Europa sia sempre meno in mano qualcuno con grado e responsabilità di comando .
La Francia la Germania, come già abbiamo ricordato in passato, sono troppo impegnate a risolvere problemi interni, spesso, coinvolti in guerre di potere ed egemonia all’interno degli stessi partiti nazionali.
La Gran Bretagna, ha ribadito le sue scelte autonome del passato, se mai ci fosse stato bisogno di una conferma.
La Grecia, è un cadavere tenuto in vita artificialmente solo perché nessuno vuole nominare la parola ‘fallimento’.
L‘Italia, complice la presenza di tanti comandanti che si sono succeduti e che hanno preferito passare il tempo al bar con donnine e cantare karaoke e con molto personale di bordo arruolato a basso costo (la bassa competenza di una classe dirigente nazionale), come in tutte le situazioni simili nel passato, è abbandonata a se stessa.
Sopravvivere alla crisi: ognuno si organizza autonomamente.
In silenzio e sempre più massicciamente, gli italiani fanno quello che possono per mantenere la propria posizione.
Coloro che hanno capitali in Italia, da parecchi mesi, hanno ripreso a trasportare con ogni maniera il denaro all’estero, molto spesso depositandolo in cassette di sicurezza che non offrono nessun interesse, anzi hanno costi di gestione importanti rispetto agli interessi percepiti sugli impieghi bancari ottenuti in Italia.
Molte piccole imprese, stanno ridimensionando l’attività per sopravvivere al periodo di crisi, altri ancora, si stanno reinventando per poter rimaner competitivi.
Senza nessuna regia, senza nessun comandante che coordini il tutto!
Nella nave Italia ed Europa, sembra che ognuno (imprese, cittadini, organizzazioni varie, ecc.) si stia gestendo autonomamente senza un piano generale, senza un obiettivo : senza nessuna strategia!
Il futuro dell’Italia e dell’Europa.
Come l’equipaggio di una nave, tutti sono legati in un modo o nell’altro e senza un piano, un’organizzazione, diventa difficile offrire una soluzione utile.
Anche i gesti eroici individuali, non sono più sufficienti.
Serve prendere atto della situazione ed agire di conseguenza perché la situazione attuale è ancora ben gestibile nonostante i problemi presenti ed un senso di rassegnazione da parte di molti.
In questi casi, la figura di una leadership è importante.
La presenza di un comandante sul ponte di comando, dotato di competenza, coraggio credibilità e circondato da collaboratori validi che siano in grado di mettere al sicuro l’Europa e farla ripartire successivamente.
Buon lavoro.
Andrea Figoli






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