Comprare bot o non comprare bot..questo è il dilemma?
Buon lunedì,
si discute molto in tv e sugli altri media, sull’opportunità di investire in Titoli di Stato Italiani.
Alcuni supporter di varia provenienza (imprenditori, cittadini, politici, ecc.) spingono affinchè gli italiani comprino ‘il Prodotto Nazionale per eccellenza’ : il nostro Debito Pubblico.
In effetti, i tassi di interesse sono più che remunerativi!
E’ difficile non sentirsi attratti da questi rendimenti ed è facile, anzi piacevole, credere che il debito pubblico nostrano sia al sicuro ed esente da rischi futuri e quindi, investire in Bot e Btp, sia solo un impegno patrottico a cui nessuno può sottrarsi.
E’ rischioso investire in Bot e Btp?
Probabilmente, è questa la domanda a cui bisogna rispondere.
Troppe volte, in passato ci hanno raccontato dell’importanta di avere una compagnia aerea di bandiera e così, oggi siamo a pagare con le nostre tasse questo ‘importante Cimelio Nazionale (il salvataggio Alitalia tanto per capirci) che ha rappresentato un’operazione antieconomica, illiberale e scusate : un po’ da preso in giro.
E’ risaputo che l’Italiano Medio è patriottico e passionale ma non si può affrontare il problema del debito pubblico ed i molti aspetti legati al suo rendimento ed alla sua sicurezza in quanto investimento, con la retorica né tantomeno con la leggerezza con cui si affrontano altri temi.
I risparmi della gente sono una cosa seria!
Non si può chiedere ad una famiglia di impegnare le uniche risorse disponibili in investimenti unidirezionali.
Con l’attuale incertezza, è sempre bene diversificare per evitare anche l’ipotesi meno probabile.
I rischi di fallimento del Nostro Paese sono ancora lontani ma la situazione a medio termine, non è affatto prevedibile.
Troppe, sono le variabili!
Purtroppo, non si riesce mai ad affrontare tematiche molto serie come quelle economiche e finanziarie che lambiscono la vita di tutti i cittadini, senza ‘cadere nella retorica’ , nel ‘gossip’ od altro ancora.
Per anni la finanza internazionale ha fatto il bello ed il cattivo tempo ed anche l’economia del nostro Paese da parecchi decenni, è amministrata peggio che un condominio di ignoranti.
In un momento così delicato, le scelte che toccano i risparmi della gente, gli investimenti produttivi, meriterebbero certamente un’analisi più pacata ed attenta.
Ben vengano le provocazioni ma se alla fine rimangono solo quelle….e se anche molti giornalisti economici ed esperti economisti si limitano ad accodarsi alla ‘massa’, come in passato già è accaduto…..beh, tutto questo, non tappresenta certo un buon segnale!
Riprendendo il nostro redazionale scorso, auspichiamo che il cambiamento di prospettiva parta dal basso, attraverso una maggiore attenzione nelle scelte fatte da parte dei piccoli e medi investitori mediante anche una maggiore ricerca ed analisi delle informazioni per evitare di ricadere in esperienza passate infelici.
Buon lavoro.
Andrea Figoli






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