Quanto sarà il valore di un tabacchino od un’edicola se verranno liberalizzati?
Con la manovra estiva 2011 del governo, si è tornato a parlare di liberalizzazioni.
Certamente, parlare di liberalizzazioni, significa dire tutto e dire niente!
Cerchiamo di analizzare i potenziali scenari che potrebbero derivare da un’accelerazione del processo di liberalizzazione di alcune attività commerciali.
Il valore di un’attività ancora da liberalizzare.
Come tutti sanno, il valore di un tabacchino, di una farmacia, di un’edicola, di un taxi, ecc., si è mantenuto alto rispetto alle altre attività ‘liberalizzate’ grazie al ‘sistema protezionista’ che permette la presenza di un numero contingentato di attività e licenze in determinati settori.
Oggi, alla luce delle sempre maggiori pressioni che giungono alle forze governative, si parla di una possibile liberalizzazione di attività di vario genere.
Non è ben chiaro che cosa verrà liberalizzato (forse poco o niente), comunque, nel breve o nel medio termine, anche tutte le attività che sino ad oggi sono contingentate verranno in una certa maniera liberalizzate affinchè il nostro Paese sia in linea con le richieste europee di un libero mercato.
Quindi, porsi la domanda : ‘quanto varrà un tabacchino od un’edicola fra qualche anno?’, non è una richiesta poi così campata in aria.
Chi sta pensando di investire cifre importanti per l’acquisto di attività che nel giro di uno o dieci anni potrebbero essere liberalizzate in maniera diretta od indiretta, giustamente si pone alcune domande:
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vale la penna investire in un’attività che tra poco potrebbe essere liberalizzata?
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E nel caso si decidesse di investire, quale cifra al massimo si dovrebbe spendere?
Il valore di un’attività dopo le liberalizzazioni : alcune ipotesi.
Abbiamo sopra parlato di liberalizzazioni dirette ed indirette.
Con liberalizzazione ‘indiretta’, intendiamo la possibilità di concedere la vendita di quel determinato prodotto o servizio, sino ad oggi di esclusiva commercializzazione a quelle attività contingentate, anche ad altri operatori commerciali (vedi ad esempio i giornali e le riviste presso i distributori di benzina ed i supermercati).
Per liberalizzazioni ‘dirette’, intendiamo la possibilità a chiunque di aprire qualsiasi attività, anche quelle prima contingentate.
Oppure, un’ipotesi intermedia, la concessione di un numero maggiore di licenze commerciali ‘contingentate’.
In ogni caso(nel caso sia di liberalizzazione diretta od indiretta), il valore reale di quella attività che prima era ‘protetta’, riceverebbe un crollo del suo valore.
Nella seconda parte, cercheremo di fare qualche ipotesi concreta, andando a verificare quanto potrebbe crollare il fatturato ed il valore conseguente di un’attività oggi ‘contingentata’ e che domani diventa ‘liberalizzata’.
Continua.
Fonte immagine :
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pdlgaeta.it







le tabaccherie e edicole non sono state liberarizzate tutto fumo e niente arrosto come 40 anni a questa parte….le tabaccherie non possono essere liberarizzate(sulla manovra non prevedeva i tabacchi è stato un eroore di lettura)i tabaccai pagano delle tasse cosa che se fossero liberarizzate non ci sarebbero più e lo stato ci andrebbe a perdono milioni se non miliardi di euro
che cosa assurda quella della perdita di soldi del Governo!!! una novennale porta nelle casse del Governo un decimo dell’aggio annuale della tabaccheria, cioè l’un percento dell’aggio totale del tabaccaio, tradotto in soldi sarebbero, considerato un aggio medio per tabaccaio di duecentomila euro l’anno, un introito per lo Stato di ventimila euro ogni 9 anni, 2100 euro l’anno moltiplicato 26000 tabaccai uguale a 50 milioni di euro l’anno. Se aumentassero le sigarette di un centesimo questo sarebbe sufficiente a coprire la perdita. Senza contare che con la liberalizzazione tanti commercianti sarebbero disposti a rinunciare all’aggio sulle sigarette pur di attrarre il pubblico e questo comporterebbe una riduzione della spesa per i fumatori e un maggiore introito per lo Stato. Tutto deve essere libero, benzina, tabacchi, farmacie, notai, taxi , professioni, TUTTO. Chi è più bravo o più ricco rimane, gli altri , pazienza. L’importante è adeguarci al resto del mondo.
rispondo a fabio nel pacchetto di liberarizzazione che il presidente Monti sta discutendo in questi giorni si parla anche delle Tabaccherie, dalle prime notizie che ho appreso è che le licenze del tabacchi resteranno comunque esclusive ma le sigarette potranno essere vendute in Supermercati e Bar come la Germania e la Francia del resto siamo in Europa e dovevamo già metterci in linea nel 2008 con il pacchetto presentato allora dal presidente Berlusconi.. ma che poi sappiamo tutti che fù sospeso in quella circostanza grazie alle proteste del sindacato dei tabacchai.. Ma questa volta Super Mario non lo sconfiggeranno facilmente.. Insomma il mio consiglio al momento è di non acquistare alcuna licenza tabacchi se non dopo magari nel 2013 quando le cose saranno più chiare perchè se così fosse il tabacchi non avranno poi più quel valore e non permetteranno più quel minimo di guadagno sicuro.
Ci rendiamo conto che se liberalizzano senza abbonare le novennali in pagamento e senza prevedere un contropeso economico a sta manovra ottengono la rovina delle categorie in questione??? Tabaccai tassisti farmacie… Sono dei criminali rovina famiglie non stanno facendo nulla di diretto x la detassazione del lavoro… Invece di dare garanzie x tutti i settori e strati sociali deregolano e lasciano al destino … Pagliacci incompetenti … Lasciano tutto al caso ma le loro certezze le vogliono… Studi di settore… Aliquote… Tasse inventate e stupide … Questi stanno cercando i modi piu infimi x far cadere le democrazie dando le colpe a chi si rivolterà contro di loro!!!
investire in un tabacchino o distributore di benzina o taxi oggi è da pazzi. Lo era già da qualche anno, veramente. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato , scurdammece o’ passat……
Salve a tutti,
vorrei lasciare anche io una mia opinione sulla questione. Lavorando da anni nella P.A. a Roma nel settore finanziario come dirigente e conoscendo tantissime e autorevoli esponenti sia politici che burocratici vi posso confermare che la liberalizzazione diretta dei tabacchi ci sarà. E soprattutto visto che Monti è una persona di austero rigore accademico lo farà per adeguare l’Italia all’UE. Lo farà però a quanto ho capito con il decreto che tutti aspettiamo e che andrà a bloccare il passaggio di tali licenze dalle Camere di Commercio verso altri soggetti per tutto il periodo relativo “alla novennale” (SE SIETE TABACCAI LA CONOSCERETE SICURAMENTE) e quindi per i prossimi 9 anni o comunque entro la scadenza delle novennali di tutti i tabaccai, quindi potrebbero volerci non 9 ma soltanto 5-7 anni fino a che l’ultima tabaccheria non avrà pagato in toto la novennale. Quindi il processo di liberalizzazione diretta di tabacchi e valori bollati state tranquilli è ancora lungo, anche se considerato dall’UE un passaggio obbligato della nostra economia e avverrà a pieno entro un decennio. Al momento della liberalizzazione dei tabacchi ne potranno godere soltanto benzinai e detentori di regolare patentino per la vendita. Il mio modesto consiglio? E’ quello di cercare di vendere il più velocemente possibile queste licenze agli attuali prezzi di mercato (PER AVERE UNA DISCRETA BUONAUSCITA) perchè col passaggio del decreto sulle liberalizzazioni il prezzo di tali licenze potrebbe arrivare a svalutarsi anche del 70-85% se non oltre, in funzione di quanti andranno a rivendere tabacchi sul territorio. Devo ammettere che l’Italia era davvero bella. Tanto tanto benessere e serenità dagli anni Sessanta a tutti gli anni Ottanta, ma purtroppo il nuovo avanza e le cose cambiano specie in un Paese dove nessuno vuol fare più il falegname come lo era mia padre, oppure l’agricoltore o altri mestieri artigianali che hanno mandato avanti tante famiglie italiane come quella in cui sono cresciuta io, dove un padre che guadagnava 2 soldi è riuscito con sacrifici a farsi un piccolo appartamento di proprietà negli anni e a mantenermi agli studi e a realizzarmi. Oggi tante persone non capiscono il valore della famiglia e del lavoro e vedo tanti ragazzini per strada dalla mattina alla sera a drogarsi e a chiedere soldi sigarette e iphone ai genitori e poter continuare ad avere una vita facile. Non tutti gli italiani sono così, ma sempre più crescono veramente male e saranno un danno per l’Italia futura, dove si dovrà tornare a lavorare per un pezzo di pane. Finito quel ciclo di benessere negli anni Novanta avremo per i prossimi 30-40 anni, un ciclo di declino e sacrifici per poi risalire la china. L’economia e la storia ce lo insegnano. Guardate l’inizio del XX secolo e ditemi se non è una trasposizione di come è iniziato il XXI, con l’incognita però che stavolta siamo in un’economia globale di 6 miliardi sopra la Terrà e quindi ancora meno risorse. Scusatemi tanto per lo sfogo personale e per la nostalgia dei bei vecchi tempi ma una 60enne che fino a 20 giorni fa aveva solo altri 3 anni alla pensione e adesso se ne vede altri 9 si butta un pò nello sconforto perchè non se la fida più a lavorare anche se ha un ottimo stipendio da dirigente. Ciao a tutti, Francesca.